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ACUSTICA E LAVORO

Il comfort sonoro negli uffici

In un ufficio, il rumore è una presenza costante. Conversazioni, telefonate, riunioni, spostamenti e apparecchiature generano un insieme di suoni che si sovrappongono continuamente, soprattutto negli ambienti open space. La progettazione contemporanea non può quindi occuparsi dell’acustica come di un aspetto secondario da risolvere a lavori conclusi. La qualità sonora dipende dalla configurazione degli ambienti, dalla posizione delle diverse funzioni, dalla scelta dei prodotti e dei materiali. L’obiettivo non è eliminare il suono dall’ufficio, ma controllarlo, creando condizioni differenti in relazione alle attività che si svolgono e garantendo il giusto equilibrio tra comunicazione e concentrazione.

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Phone booth - cabina singola (Sisal, sede produttiva)

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Phone booth - cabine doppie (Sisal, sede produttiva)

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Area brainstorming (Sisal, sede produttiva)

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Ufficio open space (Aran, Roma)

Il rumore e l’open space

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L’open space favorisce la condivisione e la comunicazione, ma presenta anche una maggiore esposizione alle interferenze sonore. In uno spazio aperto, la voce di una persona può raggiungere facilmente le postazioni vicine e diventare una fonte di distrazione per chi sta svolgendo un’attività che richiede concentrazione. Una buona progettazione deve quindi considerare il modo in cui vengono organizzate le diverse attività, evitando di trattare l’ufficio come un ambiente acusticamente uniforme e prevedendo condizioni differenti in funzione dell’utilizzo degli spazi. Una delle strategie principali per ottenere un buon controllo sull’acustica consiste nel limitare la riflessione del suono attraverso superfici e materiali fonoassorbenti. Controsoffitti acustici, pannelli a parete, elementi sospesi e rivestimenti specifici possono ridurre la propagazione e il riverbero, contribuendo a rendere l’ambiente più confortevole. I pannelli acustici possono inoltre diventare parte integrante del design degli interni: possono caratterizzare una parete, definire visivamente una zona o creare elementi divisori tra diverse aree di lavoro. La loro posizione è altrettanto importante quanto il materiale, perché il trattamento acustico deve essere pensato in relazione alla distribuzione degli spazi e alle principali sorgenti sonore.

 

Dividere senza costruire pareti

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Il controllo del suono non richiede necessariamente la realizzazione di ambienti completamente chiusi. Librerie, schermature, pannelli divisori, tende e altri elementi possono creare una separazione parziale tra le diverse aree, senza interrompere completamente la continuità visiva dello spazio. Queste soluzioni permettono di definire zone con caratteristiche differenti, riducendo al tempo stesso la propagazione del suono tra attività non compatibili. La separazione acustica può quindi essere ottenuta anche attraverso elementi che fanno parte dell’organizzazione e dell’immagine complessiva dell’ufficio, integrando esigenze funzionali e progettuali.

 

Phone booth e spazi per la privacy

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La diffusione del lavoro ibrido ha aumentato la necessità di svolgere telefonate e videochiamate anche all’interno dell’ufficio. In un open space, queste attività possono entrare in conflitto con il lavoro delle persone circostanti. I phone booth rispondono proprio a questa esigenza. Sono piccoli ambienti dedicati a telefonate, videochiamate o attività individuali che richiedono maggiore privacy, inseriti direttamente all’interno degli spazi di lavoro. La loro efficacia non dipende però soltanto dall’isolamento dall’esterno. Anche il trattamento delle superfici interne è importante per limitare il riverbero e migliorare la qualità della voce durante le conversazioni. Le configurazioni possono variare da cabine individuali a piccoli meeting booth, permettendo di creare una gradazione di spazi tra la postazione aperta e la sala riunioni tradizionale. In questo modo la privacy acustica non viene affidata a un’unica tipologia di ambiente, ma può essere modulata in relazione alle diverse esigenze.

 

L’acustica entra nel progetto

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Un buon progetto acustico non consiste però nella semplice aggiunta di pannelli fonoassorbenti a un layout già definito. La posizione delle postazioni, la distribuzione delle funzioni, la scelta delle superfici e l’inserimento di ambienti chiusi o semi-chiusi devono essere valutati insieme. Anche gli elementi normalmente considerati parte dell’arredo possono contribuire alla definizione delle condizioni acustiche. Un pannello può diventare un elemento divisorio, un elemento sospeso può intervenire sulla qualità sonora di una zona condivisa e una schermatura può contribuire contemporaneamente alla distribuzione dello spazio e al controllo delle interferenze. L’approccio è particolarmente importante nei progetti di riqualificazione, dove spesso è necessario migliorare il comfort senza modificare radicalmente la struttura esistente. In questi casi, il trattamento delle superfici e l’introduzione di soluzioni puntuali possono diventare strumenti progettuali fondamentali.

 

Un equilibrio tra apertura e concentrazione

La progettazione acustica del workplace non ha come obiettivo quello di creare un ambiente completamente silenzioso. Un ufficio deve poter accogliere contemporaneamente collaborazione, comunicazione, concentrazione e momenti di confronto, attività che producono e richiedono condizioni sonore differenti. Il progetto deve quindi costruire un equilibrio tra apertura e privacy, utilizzando una combinazione di soluzioni ben calibrata. L’efficacia del trattamento acustico dipende dalla capacità di mettere in relazione materiali, configurazione degli ambienti e modalità di utilizzo, evitando sia un’eccessiva propagazione del rumore sia una separazione troppo rigida degli spazi. Il punto non è semplicemente ridurre il rumore, ma progettare le condizioni sonore più adatte alle diverse attività.

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Dal comfort acustico alla qualità dello spazio

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L’acustica contribuisce alla qualità complessiva dell’ambiente di lavoro tanto quanto la distribuzione, l’illuminazione e la scelta dei materiali. Un workplace ben progettato non deve soltanto apparire organizzato: deve funzionare anche dal punto di vista percettivo e ambientale. Per questo il controllo del suono deve essere considerato fin dalle prime fasi del progetto, mettendo in relazione layout, materiali, prodotti e modalità d’uso degli spazi. Per Studio BIA-@rch, progettare l’acustica significa quindi integrare soluzioni tecniche e scelte di interior design all’interno di un’unica visione progettuale, in cui pannelli, controsoffitti, schermature e phone booth non sono elementi aggiunti a posteriori, ma componenti capaci di contribuire alla qualità complessiva dello spazio.

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